giovedì 30 settembre 2010

Razzismo di Facciata

La tomba di un ragazzo di origine rumena, ucciso da due connazionali perché si era rifiutato di dar loro una sigaretta, è stata trovata bruciata. All’albero sotto al quale è morto si trovano invece vari biglietti con messaggi razziali firmati da un gruppo, sempre che sia un gruppo, che si fa chiamare "Italianisti". C’è grande dolore e scandalo per questo razzismo contro un morto e ogni giorno molte persone si soffermano sotto all’albero e protestano contro questi biglietti. Una ragazza intervistata ha detto che se il ragazzo ucciso fosse stato italiano la cosa sarebbe stata ben diversa. Il razzismo, infatti, non sarebbe stato tirato in causa.
Consideriamo come scontato che quei messaggi degli "Italianisti" sono riprovevoli, di pessimo gusto e denotano la probabile ignoranza e chiusura mentale degli artefici, tanto per utilizzare dei luoghi comuni anche a questo proposito. Consideriamo pure questo come acquisito, un dato di fatto. Quel che dovrebbe far riflettere è come ogni qual volta salti fuori la parola "razzismo" ci sia un coro di proteste, ci sia sdegno e scandalo e sembra che i delitti compiuti con questa, si potrebbe dire, aggravante, siano più terribili e gravi di altri. Ora, fratelli, mi sembra che il razzismo venga combattuto solo in questi casi, cioè quando diviene cronaca, tutta l’Italia, o la Terra, ne viene a conoscenza ed è quasi doveroso mostrarsi sconvolti e allucinati che perfino nel 2010, ben sessanta anni dopo Hitler, esista ancora il razzismo! In sessanta anni si sperava che fosse stato debellato, no? Ma lasciamo stare la faccenda, altrimenti andiamo lontano. Il problema è che è solo all’apparenza che il razzismo viene condannato e combattuto, ma che alla fin fine, tutti siamo, più o meno, razzisti. Anche solo il dare del "tu" a una persona di colore non conosciuta o adulta è un atto di razzismo. In altri termini, è in buona parte ipocrita scandalizzarsi tanto per questo episodio e molto meno per la morte di un italiano. Poiché anche questo è un atto di razzismo, se vogliamo. Si sventola la bandiera degli antirazzisti solo quando comoda, ma la si ritrae appena nessuno più ci guarda. Di facciata quasi tutta l’Italia abbore il razzismo, ma quanti per davvero sono contrari? O anche, quanti veramente non lo sono, sebbene credano di non esserlo? Se ascoltassimo i telegiornali e leggessimo i giornali, sembrerebbe che tutto il popolo italiano sia contro il razzismo, ed è questa l’idea che si vuol far passare. Non credeteci. In un modo o nell’altro, l’umanità è sempre stata razzista.
 
 
(9 Settembre 2010)

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