giovedì 30 settembre 2010

Infondatezza dell'ateismo, parte IV, Approfondimento I

"E ciò mostra come sia il linguaggio a dipendere dal’uomo, e non l’uomo dal linguaggio" abbiamo scritto.
Quei tali filosofi, fratelli, sostengono che la parola, il linguaggio, non sia cosa dell’uomo, ma l’uomo si trovi in esso e che l’io esiste solo in quanto è nel linguaggio e lo utilizza. Se non lo facesse, non esisterebbe.
Ora, fratelli, è saggio convenire che sia l’esistenza a precedere l’utilizzo di qualsiasi strumento e capacità, ché, se non si esistesse, non si potrebbero utilizzare, mentre, esistendo, si possono o meno utilizzare. Possiamo adoperare la vista, se lo vogliamo, ma possiamo anche non farlo; ma solo in quanto esistiamo. Se non esistessimo, non potremmo nè usarla né non usarla. Il linguaggio e la parola sono mezzo e strumento dell’uomo.
L’uomo non è necessario, è contingente, e così tutte le sue capacità e strumenti; ma queste capacità e strumenti sono di un secondo livello di contingenza, minore di quello umano, perché se non fosse l’uomo, nemmeno loro sarebbero, mentre se esse non fossero, l’umano sarebbe comunque. Una mente infinita ha infinite alternative da offrire per un qualunque degli strumenti dell’uomo, perfino al linguaggio e alla parola, alternative che una mente finita non è in grado di concepire. Quindi, fratelli, linguaggio e parola potrebbero essere sostituiti da un’infinità di altre cose che permettano fini simili e consentano all’uomo di relazionarsi con l’altro. Si potrebbe obbiettare che allora non più si parlarebbe di uomo; ma se al principio l’uomo fosse stato pensato con qualcosa di diverso dal linguaggio e dalla parola, sarebbe stato quello che noi avremmo definito uomo.
Così come è l’uomo, è naturale che linguaggio e parola abbiano un’importanza fondamentale e senza d’essi l’uomo non riuscierebbe a restare in vita (si badi bene: restare in vita nel mondo finito, non esistere, ché continuerebbe ad esistere in ogni caso), ma sono comunque strumenti, i principali e più grandi e meravigliosi, ma sempre strumenti.
 
 
(16 Luglio 2010)

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