giovedì 30 settembre 2010

La Mascherata dei Morti

Io trovo più vita in una poesia di Baudelaire che in una festa allegra e scatenata. La festa non è altro che cadaveri in decomposizione che si agitano in finte parodie della vita, l’allegria e la gioia sono costruite, non sono vere, nient’altro che rose di carta raccolte in un mazzo. Essi si ubriacano di divertimento perché non hanno il coraggio di guardare in faccia la vita e vedere che è il teschio della Morte. Essi si circondano di cose vuote, che li illudono di vivere ed essere felici, ma che non son altro che maschere che nascondono i cadaveri marcescenti. Si drogano di piaceri della carne per non avvedersi della vita che li prosciuga di se stessa. Amore, affetto, amicizia non sono che costruzioni dell’uomo per cercare di adornare la vita, per renderla più attraente e distinguerla dalla morte, quando, che differenza vi è fra le due, se non che nell’una si soffre, nell’altra no?


(12 Gennaio 2010)

Nessun commento:

Posta un commento