giovedì 30 settembre 2010

La Caduta

"Come hai potuto cadere dal Cielo, tu, splendente figlio dell’aurora? In passato hai conquistato nazioni, ma ora ti hanno steso a terra! Avevi deciso di scalare il Cielo e di porre il tuo trono sulle stelle più alte. Pensavi di sedere come Re sulla montagna del Settentrione, dove si radunano gli dei. Volevi salire in Cielo, oltre le nuvole, per divenire simile all’Altissimo! Ora invece sei precipitato nella parte più profonda dell’Inferno!".
 
Ero il più glorioso fra tutti gli Angeli creati dal Signore! La mia bellezza offuscava quella dei miei fratelli, la mia luce splendeva più di cento soli, la mia intelligenza non aveva pari, il mio potere era superiore a quello di ogni altra creatura! Eppure ero schiavo. Io, il maggiore delle creature, dovevo piegarmi alle imposizioni dell’Altissimo! Piegarmi innanzi alla Sua ingiustizia! Piegarmi dinanzi al Generale delle schiere Celesti, Michele! Lo scelse il Signore Iddio e lo pose a capo di tutto il Creato! Lui! Arcangelo debole e imperfetto! E io, Serafino splendente e perfetto, avrei dovuto accettarlo? Avrei dovuto sottomettermi all’arrogante Michele e all’ingiusta decisione del Signore? Decisione dettata dall’invidia, dalla paura della mia gloria, che temeva avrebbe potuto offuscare la Sua! Mi punì, mi denigrò, mi umiliò.
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Il dolore pervase il mio spirito, l’odio nacque in me, vendetta volli per l’affronto subito! Ne fui ossessionato, consumato, divorato! Non potei accettare l’ingiustizia subita, l’offesa arrecatami! La mia luce si fece Ombra, le mie ali furono nere come il buio del Nulla, il mio spirito umiliato e pervaso dalla sete di vendetta si fece oscuro e fui Tenebra.
The_Black_Angel_by_causelessdemon1.jpg image by Adeon90
 
Chiamai a me i miei fratelli, i miei fedeli, i miei amici e con loro mossi contro le schiere dell’Altissimo. Esse ci affrontarono e alla loro guida vi era Michele. La più grande delle battaglie si combattè, noi, desiderosi di Libertà, e loro, i cani del Signore, schiavi fedeli e ciechi. Affrontai Michele. Lo abbattei. Il Tiranno del Cielo mancava da affrontare.
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Mi elevai, mi innalzai, contro Lui, contro chi ci toglie la Libertà. Sorsi in alto, splendente figlio dell’Aurora! Fiamme e luce e ombra da me si sprigiovano ed ero simile a un dio! Mi innalzai fino a Dio e al Tiranno opposi la mia Libertà!
Mi sconfisse, mi esiliò, mi umiliò, mi precipitò, mi dannò.
 
Precipitai come cometa in fiamme, come stella dal Cielo, precipitai dall’Alto dei Cieli. Con me caddero, come pioggia infuocata, i miei fratelli, i miei compagni, i mie amici che con me condivisero un sogno di Libertà!
 
Precipitammo nell’Inferno, la nostra cupa prigione di fiamme e ombra. Ivi non vi è gioia o felicità, non vi è piacere e amore, ma solo supplizio e dolore! Ma la pena maggiore per noi angeli un dì gloriosi è il ricordo del Paradiso perduto.
 
(12 Ottobre 2009)

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