giovedì 3 febbraio 2011

Mussolini, Hitler e Usa

Che cosa hanno in comune Mussolini, Hitler e gli Usa? Molte cose, ma qui mi interessa soffermarmi sul nemico comune di tutti e tre: la Chiesa cattolica. Solitamente si parla del connubio Chiesa-fascismo. Ora, se c'era una persona che non poteva sopportare Mussolini era Pio XI (papa dal 1922 al 1939). La Chiesa all'epoca era da poco uscita dalla crisi modernista e il sospetto verso il modernismo, comprese le democrazie e gli stati democratici, e la paura del comunismo reale in Russia erano molto forti. Per questi motivi la Chiesa, seguendo una procedura che dall'epoca di Napoleone fino ad allora aveva ben funzionato, ovvero il metodo del concordato, decise di tentare di portare i fascisti su posizioni più moderate e, tramite essi, creare lo stato cattolico, cosa su cui si stava lavorando da molto tempo, una volta venuto meno l'Antico Regime. Con i patti lateranensi, venne quindi redatto il concordato, che costituiva un'arma difensiva per la Chiesa. Mussolini non era però molto contento, in quanto il potere ecclesiastico limitava il suo, di potere. Vi furono più scontri, occasionalmente anche abbastanza violenti, come quando, ad esempio, il Duce dette ordine di abolire l'Azione Cattolica, andando contro il concordato. La stampa fascista inoltre era molto dura verso la Chiesa. Pio XI più volte ebbe parole violente contro il fascismo e contro Mussolini, ma poi lasciava che si pubblicassero sulla stampa vaticana versioni moderate dei suoi discorsi, affinché il concordato non venisse meno e non si rompessero i legami col fascismo, peggiorando ulteriormente la situazione. La curia, infatti, sperava ancora di stemperare gli aspetti estremistici del Fascismo e di poterlo usare ai fini del cattolicesimo. Vennero poi le leggi razziali con la guerra in Etiopia, condannate dal papa, sia le une che l'altra, mentre la curia taceva.
Ora, qui, è necessario aprire una parentesi. L'antisemitismo cattolico non ha mai previsto di sterminare o uccidere gli ebrei (i Re cattolici non sono il papa, nè le folle che tanto spesso hanno linciato gli ebrei, i quali più volte hanno trovato rifugio nei palazzi dei vescovi). Gli ebrei dovevano continuare ad esistere, dispersi in diaspora, poiché erano testimonianza viva della verità di Cristo. Inoltre, un ebreo convertito era un cristiano, pertanto perseguitare anche costoro, come facevano fascisti e nazisti, era quanto mai insensato e ingiusto dal punto di vista della Chiesa. Ma di per sè la persecuzione degli ebrei era osteggiata. Ma non si negava che essi andassero reclusi, tenuti lontani dalla società, ecc.
Dunque, dato questo il pensiero della Chiesa, non pare strano se la curia non condannava di per sè le leggi razziali (leggi che ancora non prevedono i lagher in Italia), deplorando ovviamente che fossero però coinvolti anche i convertiti. Pio XI era un caso a parte; lui condannava la persecuzione e la guerra e, a quella data, si era reso conto che il Fascismo non poteva esser imbrigliato. Ma era un'eccezione.
Anche con il Nazionalsocialismo si fece un concordato, per protteggere la chiesa tedesca, mentre il Zentrum, il partito cattolico, si alleava con Hitler sperando di poterlo usare in chiave anticomunista. Ora, per ragioni che dovrebbero esser ovvie, ovvero che la Germania non era uno Stato cattolico e che la chiesa tedesca era "lontana" dal centro di potere del Vaticano, oltre al fatto che il Nazionalsocialismo era più forte del Fascismo, la Chiesa non aveva la stessa forza di contrattare che aveva in Italia, e difatti il concordato con Hitler era fortemente svantaggioso (si persero quasi tutte le proprietà, ad esempio) e Hitler lo infranse a suo piacere senza che si potesse far molto per impedirlo. Contro il Nazionalsocialismo Pio XI fu durissimo, condannando questo neopaganesimo e arrivando, negli ultimi anni, a considerarlo pericoloso e nocivo quanto il comunismo.
L'11 Febbraio del 1939 Pio XI convocò a Roma tutti i vescovi italiani. Non si sa esattamente cosa dovesse succedere in questo incontro, ma è probabile che Pio XI intendesse rigettare il concordato con il Fascismo e il Nazismo e condannarli in pubblico (d'altronde, già delle encicliche precedenti lasciavano intuire questo). Pio XI morì il 10 Febbraio. Il segretario di stato annullò tutto e, non molto dopo, venne eletto papa col nome di Pio XII. Pio XI era stato un'eccezione, il suo successore era più in linea con i tempi. Considerava ancora il comunismo il pericolo principale e condivideva l'antigiudaismo che si è detto sopra (almeno da quel che si sa). Iniziò la guerra, nonostante il pontefice l'avesse scongiurata, o almeno avesse sperato che l'Italia ne restasse fuori. Dai documenti dell'archivio segreto vaticano, si sa che la curia sapeva (come lo sapevano tutti gli altri Stati), cosa stesse avvenendo in Germania. Qui è la grande questione di Pio XII. Ora, dobbiamo considerare alcune cose: come detto, Pio XII era figlio dei suoi tempi, era il predecessore quello "strano"; Pio XII temeva che, se avesse condannato pubblicamente il Nazismo, sarebbero iniziate le persecuzioni anche dei cattolici, e aveva dei motivi per pensarlo, in quanto: in Olanda quando i cattolici, a differenza dei protestanti, insistettero che si fermassero le persecuzioni di tutti gli ebrei, e non solo dei convertiti, i nazisti attaccarono anche i cattolici; il vescovo di Munster aveva condannato durante le prediche le persecuzioni ai malati mentali, ed esse erano cessate (perlomeno "ufficialmente"), ma il segretario del vescovo era stato portato nei lagher; Hitler temeva uno scontro con la Chiesa, temeva che una sua denuncia pubblica sfasciasse il fronte interno che, si sa, spesso è più importante di quello esterno, e pare volesse finire la guerra per poi concentrarsi contro la grande avversaria; ma Pio XII lo sapeva?
Tutto questo mostra come denunce pubbliche da parte di singole parti del cattolicesimo potevano essere in parte efficaci (il caso del vescovo di Munster), ma che se ci si opponeva apertamente al regime si finiva perguitati (il caso dell'Olanda). Pio XII scelse la via della prudenza, e non si oppose apertamente al Nazismo, sebbene scrisse in modo allusorio condannando quanto i tedeschi stavano facendo, cosa che indignò il regime. Si sa che la chiesa aiutò un gran numero di ebrei e fuggire e, a fine guerra, anche i gerarchi nazisti. Tutto considerato, Pio XII si mosse come era ovvio. Forse Pio XI avrebbe fatto diversamente.

Bene, cosa centra tutto questo con gli Usa? Si dà il caso che anche gli Usa considerino la Chiesa di Roma un'avversaria. E, come già il Fascismo e il Nazismo, anche gli Usa, supportati dai servetti europei, stanno facendo una grande campagna contro la Chiesa. Ogni volta che si scopre un prete pedofilo o qualcosa di simile, vi è subito un'immensa pubblicità sulla questione, sembra che dovrebbero essere messi a morte e che tutto il clero sia composto da gente del genere, quando invece altre persone fanno quel che vogliono nelle loro ville. La Chiesa viene sempre più osteggiata e messa da parte in nome di un falso spazio concesso alle altre culture e religioni e si può dire che vi sia una vera e propria guerra per strappare i credenti al cattolicesimo e portarli verso altri credi, come l'improvvisa esplosione di culti neopagani e nuove chiese nascenti e appoggiate contro quella di Roma (rimando qui per ulteriori informazioni a http://sacroordinetagliapietre.blogspot.com/2010/11/linvasione-evangelica-del-kurdistan.html).

In fondo, in modo moderno, anche gli Usa stanno cercando di installare la propria dittatura, chiamata democrazia. La Chiesa cattolica è un avversario pericoloso a questo progetto, e va eliminata.

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